Cultura - 

Villa Croce verso la riapertura, il museo punta all’autunno dopo lavori e verifiche

In Consiglio comunale l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari ha aggiornato sul percorso di riapertura del Museo di Arte contemporanea di Villa Croce. I lavori principali dovrebbero chiudersi tra metà e fine giugno, ma serviranno poi verifiche tecniche e passaggi autorizzativi prima del ritorno del pubblico

Il Museo di Arte contemporanea di Villa Croce guarda all’autunno del 2026 come orizzonte per la riapertura al pubblico. A indicarlo, in Consiglio comunale, è stato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari, rispondendo a un’interrogazione della consigliera Laura Siciliano della Lista Silvia Salis Sindaca e facendo il punto su direzione scientifica, lavori in corso e prospettive di rilancio della struttura.

Nel suo intervento, Montanari ha spiegato che sul fronte della direzione scientifica il museo sta attraversando una fase di passaggio, dopo il pensionamento della conservatrice. L’amministrazione, ha detto, sta valutando una figura con competenze specifiche nell’arte contemporanea, dentro un riassetto più ampio del sistema civico museale. La scelta dovrà naturalmente seguire le procedure previste dalla normativa e sarà importante anche per definire le future linee operative del museo.

Più avanzato, almeno sul piano materiale, è invece il capitolo dei lavori. L’assessore ha riferito che a Villa Croce sono in corso interventi strutturali legati in particolare all’accessibilità e alla sicurezza, realizzati anche grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Il riferimento principale è all’ascensore destinato a collegare tutti i piani dell’edificio e all’adeguamento antincendio. La conclusione degli interventi principali è prevista, secondo quanto dichiarato dall’assessore, tra metà e fine giugno del 2026.

Questo però non significa una riapertura immediata. Dopo la chiusura del cantiere saranno infatti necessari controlli tecnici e procedure autorizzative, passaggi che l’assessore ha indicato come indispensabili prima di poter riaprire le porte del museo. Proprio per questo il traguardo fissato dall’amministrazione resta l’autunno del 2026, mentre parallelamente sono già cominciate le attività preparatorie per il ritorno del pubblico.

L’idea è che la riapertura venga accompagnata da una mostra dedicata al tema “Genova e le trasformazioni urbane”. Giacomo Montanari ha precisato che il progetto espositivo è ancora in fase di definizione, ma ha lasciato intendere che potrebbe rappresentare il primo momento concreto di restituzione del museo alla città, anche in relazione alla collocazione di Villa Croce e alla sua funzione di polo civico dedicato all’arte contemporanea.

Sul piano della gestione, l’assessore ha escluso cambiamenti sostanziali. Villa Croce, ha detto, continuerà a far parte del sistema civico museale e non sono previste modifiche radicali al modello attuale. Montanari ha anche replicato, in modo polemico, a chi ha evocato rapporti “inquietanti” con l’università, sostenendo di non condividere affatto quella definizione. Il senso della sua risposta è stato quello di confermare una continuità di impostazione, senza rotture organizzative.

Un punto centrale del rilancio, secondo l’assessore, sarà la valorizzazione della biblioteca e della collezione permanente, da integrare con l’attività espositiva temporanea. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare non solo la ricerca, ma anche la produzione artistica contemporanea e il dialogo con gli artisti emergenti, anche in ambito internazionale. Molto dipenderà però dalla figura che verrà scelta come nuovo curatore o responsabile scientifico, perché dovrà avere un ruolo nella definizione delle modalità operative.

Infine, l’assessore ha confermato la volontà dell’amministrazione di sviluppare collaborazioni su scala locale, nazionale e internazionale, proseguendo un percorso che, a suo giudizio, ha già dato risultati positivi in altre iniziative recenti legate al polo museale civico. Per Villa Croce, dunque, il quadro che emerge è quello di una struttura che non riaprirà in tempi brevissimi, ma che ha finalmente una scansione più definita: prima la chiusura dei lavori, poi le verifiche, quindi la prova più attesa, quella del ritorno effettivo alla città.


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